martedì 23 settembre 2008

...Sui fatti accaduti a Palermo

Un tempo era il Nero il colore dell'odio… ora è il Rosso!

“Nella notte tra il 20 ed il 21 Settembre, quattro militanti del movimento giovanile de LaDestra, tra cui una ragazza, sono stati aggrediti a Palermo, in Via Carducci, da circa trenta estremisti di sinistra armati di spranghe. Un ragazzo di 18 anni è stato ricoverato in ospedale per un forte trauma cranico dove gli sono stati apposti ben 12 punti di sutura…”.
Questa è la notizia, giuntaci qualche ora fa, che parla di quattro giovani palermitani, del movimento giovanile di cui anche noi facciamo parte, brutalmente aggrediti da uno squadrone della sinistra radicale con una violenza analoga solamente a quella vista in Arancia Meccanica. Una grande “Mano Rossa” che ha stritolato quattro inermi libellule nere, un odio cieco che si è manifestato nuovamente dopo anni di distanza. Forse le infami scritte sui muri inneggianti la nostra condanna a morte avranno rievocato in quei cuori che battono “Verso la Vita”, usando la celebre frase cara al Vate quando parlava della sinistra, un astio antico, nutrito esclusivamente da un culto dell'odio verso tutti coloro che pensano con la propria testa e che sono diversi da loro, da una frustrazione che si portano dal dopoguerra, derivata probabilmente da un riconoscimento della nostra superiorità morale rispetto a loro, visto che noi rappresentiamo il superamento dei limiti della dottrina politica massimalista e progressista a cui loro sono devoti, la vera Via al Socialismo possibile, quella Nazionale.
Scotomizzati sono i loro occhi dal mito della Partigianeria, i cui sopprusi ben furono nascosti ab illo tempore dai medesimi artefici; ingiustificate e nichiliste sono le loro azioni, basate su un Antifascismo militante ormai lungi dall'essere al passo con i tempi. Avranno abbandonato gli eskimo da sessantottini a favore delle giacche in kasmire, ma la loro natura rimane la stessa. Una “Ideologia del disprezzo” tramandata alle loro giovani leve come fosse una “Tradizione”, un rituale, come se l'ammazzare un'individuo che la pensi diversamente sia motivo di vanto ed onore. Si ricorderanno forse in futuro, come i loro eroi della Rivoluzione Culturale anni a dietro, di quelli che avranno sprangato in gioventù? Io mi auguro di si, in modo che quando sarà l'ora di fare i conti con la storia, come già hanno fatto i loro idoli della Resistenza, si ricordino del dolore che hanno arrecato alle molte famiglie di quei bravi ragazzi della gioventù che “si scaglia!”; della rabbia da balordi repressi che hanno manifestato contro il nemico sbagliato, dato che non è chi lotta per Passione come loro il padrone di questo Sistema corrotto; della slealtà mostrata ogni volta che noi ricordavamo i nostri martiri e quelli delle Foibe.


Ai ragazzi di Palermo la solidarietà di Gioventù Italiana Campobasso e da tutti quei ragazzi che aldilà del colore politico hanno un minimo di umanità.

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