Migliaia di ragazzi hanno partecipato nei giorni scorsi alle manifestazioni anti-Gelmini. Sembrava davvero che tutti gli studenti fossero uniti, avendo superato gli atavici steccati ideologici. Questo clima di unità ed autonomia è durato ben poco. Mentre si svolgeva il corteo di protesta degli studenti sotto al Senato, i ragazzi del Blocco Studentesco (gruppo autonomo di destra) sono stati caricati dagli antifascisti che volevano escluderli dalla manifestazione. Tutti gli studenti in piazza hanno cominciato ad intonare il coro "Né rossi né neri solo liberi pensieri" per condannare l'episodio di violenza. I ragazzi del Blocco sono stati caricati una seconda volta, questa volta da attivisti comunisti, “studenti” ultraquarentenni. Purtroppo, come sempre accade, i media danno informazioni distorte e faziose. Fortunatamente i video che svelano la verità sono su internet, e precisamente su youtube e facebook. Si può benissimo notare che i giovani del Blocco Studentesco, all’incirca una trentina di unità, di età compresa tra i 15 e i 19 anni, vengono attaccati da un centinaio di facinorosi, di età alquanto avanzata per essere degli studenti, armati di bastoni e dai volti coperti da caschi e sciarpe. Chi mi sa dire cosa ci fa tal Yassir Goretz, 34 anni, esponente di Rifondazione Comunista (tra le altre cose arrestato per direttissima) tra gli studenti? Ciò che più fa rabbrividire è il fatto che si sia consentito, a degli emeriti imbecilli, di poter strumentalizzare una battaglia che non avrebbe dovuto assumere nessuna colorazione politica ed ideologica. Gli scontri e le divisioni fra studenti sono fomentate, come sempre, dagli antifascisti che non accettano che nella protesta studentesca ci sia unità generazionale fra ragazzi di destra e di sinistra. Bisogna urlarlo a squarciagola: Sono finiti i tempi in cui essere di destra significava portare addosso un etichetta spregevole della quale vergognarsi. Vorrei rivolgermi a tutti gli studenti: Non fatevi strumentalizzare, rimaniamo uniti, non spacchiamo il fronte. Il sistema ci vuole divisi perché insieme, uniti, abbiamo troppa forza, indi facciamo paura, siamo scomodi. Quindi: Né destra né sinistra, tutti contro la ministra.
Luca Angelone
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